martedì 14 aprile 2009

Riflessione sul copyright

Non è facile fare una riflessione, proporre delle idee su un tema così controverso.
Gli autori hanno il diritto di guadagnare su quello che creano ma con il tempo si è avuta una sorta di deriva, in senso restrittivo, delle leggi sui diritti d'autore; non è questa però, secondo me, che ha creato il dibattito che vede posizioni molto diverse in vari paesi, bensì l'avvento della rete e della tecnologia del peer2peer.

La totale restrizione è stata travolta dalla totale libertà (per gli autori ovviamente molto dannosa) nel campo dello scambio di materiale di qualsiasi genere: una vera rivoluzione che ha sconvolto, con il tempo, il modo di pensare su questo argomento.
Si è passati da un estremo all'altro, non la considero una soluzione ma, secondo me, nessuna riforma in senso liberale sarebbe avvenuta senza la rivoluzione di cui ho parlato: si è semplicemente preso atto della sconfitta del sistema precedente, alla luce dell'avvento delle nuove tecnologie, applicate ad una massa perfettamente in grado di usarle.

Il Italia non è stato immediato: fino a pochi anni fa si demonizzava il p2p.
Nel 2004, in una operazione della finanza contro delle persone che condividevamo materiale audio/video in grande quantità, il presidente dell'organizzazione che rappresenta l'industria discografica mondiale (IFPI) affermava: "il pubblico sa che scaricare musica da Internet è illegale e quanto questa pratica stia danneggiando l'industria musicale, ma perseverano comunque nella pratica, pensando di essere intoccabili. Queste persone non hanno rispetto per la musica e con loro nessun tipo di attività di informazione può funzionare(...)".

L'atteggiamento è molto cambiato, il comma 1 bis all'art.70 della legge 633 ha già fatto esultare il mondo del p2p, sebbene non sia totalmente chiaro su molti aspetti.

Torno all'incipit, non è facile proporre delle soluzioni: gli autori risultano molto danneggiati, soprattutto rispetto alla situazione precedente. Si dovrebbe ricercare una sorta di equilibrio, ma tentare di rendere illegale il peer2peer, oltre a risultare tecnicamente difficile, rischia di apparire ormai anacronistico.

1 commento:

  1. Sai, secondo me il problema non è demonizzare il p2p. Di fatto, il p2p non ha niente di illegale... il problema è che il p2p può essere un mezzo per scambiarsi materiale protetto da copyright.

    Comunque sia, è davvero difficile dare un'opinione in merito, per i motivi che hai detto: da una parte è giusto che gli autori siano protetti per quanto riguarda le loro idee, dall'altra si parla di una situazione difficilmente controllabile...

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